Arfea

Sta passando in sordina il travaglio dei 270 dipendenti della Arfea, forse oscurato dal più locale Cit, che certo non naviga in acque tranquille.
In realtà è tutto il comparto dei trasporti a essere in crisi, legato ai minori trasferimenti che la Regione ha deciso di tagliare per il trasporto pubblico locale, oltre al fatto che nemmeno i soldi promessi da Regione e Provincia arrivano puntuali.
In totale 600 persone che sono coinvolte in questo balletto.
Già l’anno scorso, a dicembre, c’erano stati momenti di tensione legati all’erogazione delle tredicesime, ma quest’anno pare che l’Arfea giochi d’anticipo.
Se, infatti, il Cit potrà pagare anche lo stipendio di dicembre grazie all’intervento finanziario del Comune di Novi, così non è per l’Arfea, il cui singhiozzo degli stipendi si trascina da alcuni mesi, tanto che ai primi di novembre l’azienda (l’unica del consorzio Scat) non ha pagato lo stipendio di ottobre, ma ha versato ai propri dipendenti solo un acconto.
Grazie agli incontri svolti con il prefetto si è arrivati a strappare la promessa che il saldo sarebbe arrivato il 26 novembre, ma poi ai lavoratori è arrivato solo un altro piccolo acconto ed è stato tutto rinviato alla speranza che la Provincia riesca ad anticipare anche i soldi a carico della Regione.
Per fortuna il 5 dicembre è arrivato il saldo, quasi un mese dopo (lo stipendio di ottobre doveva esser pagato il 10 novembre), ma per lo stipendio di novembre e per le tredicesime ancora non si sa nulla.
I sindacalisti sono chiari: “La Regione Piemonte non ha rispettato gli impegni circa il regolare versamento delle risorse per il trasporto pubblico locale e la Provincia, che ha sempre cercato di fronteggiare le difficoltà con una anticipazione di cassa che è arrivata a toccare i quattro milioni di euro, adesso è in difficoltà e rischia di essere compromesso il pagamento degli stipendi dei dipendenti di alcune aziende del consorzio Scat”.
Ma la Regione pare sia irreperibile, anche alle convocazioni del prefetto, e il futuro dei lavoratori appare abbastanza nero. Indubbiamente operare con questa spada di damocle sulla testa è angosciante e si mette a repentaglio non solo il servizio, ma anche la serenità di chi svolge un lavoro delicato, quale è il trasporto persone su strada. Lo stress di non sapere come pagare il mutuo (col rischio di perdere casa) o il cercare di far quadrare l’acconto con le spese può portare a fatali distrazioni, davvero la politica può assumersi un simile onere morale?
I lavoratori Arfea fino a oggi si sono comportati in modo esemplare, garantendo il servizio senza blocchi, ma fino a quando potranno sopportare questa continua lenta agonia senza reagire?
Cota, capisco che dovete averlo più grosso di Formigoni (il pirellone intendo), ma voi della Lega che parlate tanto di attenzione verso il territorio, davvero non avete trovato altri capitoli di spesa in Regione dove è più utile tagliare, garantendo a molte famiglie un po’ di serenità?
Non voglio esser ripetitivo, ma perché tagliate sempre i servizi e mai i vostri rimborsi? Grillo sentitamente ringrazia…

(Fonte: http://ilrovesciodellamedaglia.wordpress.com/)

Pubblicato su Il Nostro Giornale 13 Dicembre 2012
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20121213%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=47-INGI_03.pdf&data=13%2F12%2F2012&fp=ZjVmYmJiZTBmMWQxZWE2YjU4ZjIzOWQ0YzFhYzM1NTVkZmU4OWZkNw%3D%3D